Trapani

La più occidentale delle province della Sicilia, Trapani ha nel suo seno diverse sfaccettature che ne fanno meta di attrazione del turismo nazionale ed internazionale ed ora è balzata al terzo posto tra le province a vocazione turistica della Sicilia, dietro Palermo e Messina. Una provincia in cui insistono riserve naturalistiche tra le più datate a livello nazionale, segnale di attenzione per l’ambiente, al parco archeologico più esteso del mondo, angoli marini incontaminati e di richiamo per il turismo balneare e, seppure ancora non sviluppato, anche per quello termale. In poco meno di 2500 kmq è possibile attraversare contesti ambientali e storici di grande interesse. Trapani è la città capoluogo, la città falcata (da drepanon, in greco falce), che si affaccia tra i due mari, il Tirreno ed il canale di Sicilia con lo spartiacque della Torre di Ligny. La città, rivoltata come un calzino dopo la Louis Vuitton Cup, atti preliminari della America’s Cup, è meta di visitatori da tutto il mondo che la utilizzano come punto di partenza per le escursioni in provincia. Ma la città propone siti di grande interesse, dal suggestivo centro storico chiuso al traffico veicolare con le stradine in basolato, alla Cattedrale in stile barocco con vicino la splendida Chiesa del Collegio dei Gesuiti e la Chiea di Sant’Agostino con lo splendido rosone, alla Basilica dell’Annunziata dentro cui è allocato il Museo Regionale Pepoli che conserva eccelsi lavori artigianali in corallo e argento, oltre a tele del seicento siciliano,a resti archeologici, ad una lugubre ghigliottina che a Trapani operò e ad abiti e armi dell’epoca garibaldina. La città propone anche il quartiere arabo della Giudecca una splendida spiaggia sabbiosa sul litorale Dante Alighieri ed insenature in roccia appena fuori del centro, verso Pizzolungo (dove la mitologia colloca la morte di Anchise, padre di Enea, fuggito da Troia) e Bonagia. Sovrasta Trapani il Monte Erice con la omonima cittadina medievale, raggiungibile sia in auto che con una cabinovia.
Erice, famosa nell’antichità per il Tempio di Venere dove si praticava la prostituzione sacra, città circondata ma mura puniche che ha conservato il suo aspetto medievale, con la strette viuzze che sono un brulicare di persone che parlano le lingue più diverse, anche per essere la sede del centro internazionale “Ettore Majorana” dove scienziati di tutto il mondo discutono dei risultati delle loro
ricerche e dove si svolge annualmente un meeting per la pace. A 50 km, la spiaggia sabbiosa di San Vito Lo Capo, diventata la capitale del “Cous Cous” visto che da anni ospita una sorta di Festival mondiale della rinomata pietanza di origine araba e limitrofa della Riserva Naturale dello Zingaro, gioiello della Natura dove prosperano diverse specie faunistiche e floreali, mentre di fronte a Trapani sorgono le Isole Egadi, Favignana, la più grande e la più antropizzata, Levanzo, la più piccola e la meno abitata, Marettimo, la più lontana e la più selvaggia, dentro la Riserva delle Egadi, una delle primi istituite in Italia. Spostandosi in autostrada verso Palermo, una puntatina è d’obbligo a Segesta per ammirare il tempio dorico e lo splendido teatro greco dall’ottima acustica, ricavato in un incavo del Monte Barbaro, sede ogni estate di spettacoli classici. Nelle vicinanze Pianto Romano, con l’ossario dei garibaldini morti nella battaglia di Salemi, città che sorge a meno di 3 km. Un tuffo nelle acque di Castellammare del Golfo o di Alcamo Marina, una puntatina alla Riserva del Monte Bonfato di Alcamo, e rientro a Trapani. L’indomani, ancora in auto alla volta di Marsala, città nota per lo sbarco di Garibaldi, ma anche per il vino omonimo. Prima di entrare in città, le isole dello Stagnone con Mozia, avamposto cartaginese distrutta da Dionigi di Siracusa, con il Museo dove fa bella mostra di sé la statua, attribuita a Fidia, del Giovinetto con la Tunica, ambasciatore della cultura italiana nel mondo (attualmente in Inghilterra per le Olimpiadi). A Marsala visite d’obbligo alle cantine e degustazione del vino locale, quindi via verso Mazara del Vallo, sede della più grande flotta peschereccia del Mediterraneo, città antesignana della integrazione razziale essendo sede della più popolosa comunità di extracomunitari (soprattutto tunisini).

Il passaggio successivo è Castelvetrano, o meglio il parco archeologico di Selinunte, esteso per tantissimi ettari, che testimonia la grandezza della civiltà greca in Sicilia. Poco distanti i paesi della Valle del Belice (Gibellina, Santa Ninfa, Poggioreale, Salaparuta etc,) distrutti dal terremoto del 1968 e ricostruiti da insigni architetti e con opere d’arte di artisti mitteleuropei, da Portoghesi al Consagra, al Burri etc. La provincia di Trapani è, come larga parte della Sicilia, anche il regno dell’accoglienza ed un tripudio di sapori. L’enogastronomia è uno dei “piatti forte” della zona. Il pesce cucinato in tutti i modi, i vini, sia quelli artigianali che altri di qualità impostisi a livello internazionale, così come l’olio, in particolare la Nocellara del Belice della zona di Castelvetrano, il sale di Trapani e l’aglio rosso di Nubia, il melone Giallo di Paceco.
Tanto ancora ci sarebbe da dire: di certo, il solo modo per scoprire questo angolo di Sicilia è quello di visitarlo. Una settimana basta, ma non avanza.